07 dicembre 2016

Storia Comunione In Mano


LA STORIA DELLA COMUNIONE SULLA MANO




Le prime due pagine (stampate) del seguente era una lettera ai miei parrocchiani di Antria, e una copia a Don Idilio.




Antria (Magione – PG), Data: dicembre 2016


Cari fratelli,


Dopo aver passato più di un ora ogni giorno davanti a Dio infinito nel tabernacolo negli ultimi 16 anni e dopo aver riflettuto tanto e aver studiato i documenti della Chiesa e gli scritti dei santi e dei papi e di diversi vescovi, nella mia coscienza, davanti a Dio, non posso più offrire il Santissimo Sacramento sulla mano alle persone, ma soltanto in bocca. Più avanti ho riportato una storia della Comunione sulla mano con alcuni brani di documenti di santi, di papi e di diversi vescovi che mi hanno convinto di questa decisione.


Perciò, se una persona o più, che viene alla Santa Messa la terza domenica del mese ad Antria, si accosta per ricevere la Comunione e non è disposta a riceverla in bocca da parte del sottoscritto, come è accaduto la terza domenica di novembre 2016, e non è disponibile ad andare in un'altra parrocchia in questa terza domenica del mese per cercare di ricevere il Santissimo Sacramento sulla mano, io sarò costretto a non offrire più il dono del mio servizio gratuito per la Santa Messa mensile ad Antria come ho fatto ormai da tanti anni. Potete rivolgervi al vostro parroco, Don Idilio, per altre Sante Messe ad Antria.




LA STORIA DELLA COMUNIONE SULLA MANO


Ecco come il nuovo modo della Comunione nelle mani si fece largo nella Chiesa


Città del Vaticano - Nel XVI secolo, i riformatori protestanti, nel loro nuovo culto cristiano, ristabilirono la Comunione sulla mano per affermare due loro eresie fondamentali: non esisteva affatto la cosiddetta ‘transustanziazione’ e il pane usato era pane comune.


In altre parole, sostenevano che la reale presenza di Cristo nell’Eucarestia fosse solo una superstizione papista ed il pane fosse solo semplice pane e chiunque lo potesse maneggiare. Inoltre, affermarono che il ministro della Comunione non fosse affatto Diverso, nella sua natura, dai laici. É invece insegnamento cattolico che il Sacramento dell’Ordine Sacro dona all’uomo un potere spirituale, sacramentale, imprime cioè un segno indelebile nella sua anima e lo rende sostanzialmente diverso dai laici.


Al contrario, il ministro protestante è un uomo comune che guida gli inni, fa sermoni per sostenere le convinzioni dei credenti. Egli non può trasformare il pane ed il vino nel Corpo e nel Sangue di Nostro Signore, non può benedire, non può perdonare i peccati, non può, in una parola, fare niente che non possa fare un qualsiasi semplice laico.


Egli, dunque, non è veicolo di grazia soprannaturale. Il ristabilimento protestante della Comunione nella mano fu un ‘semplice’ modo per manifestare il rifiuto di credere nella reale presenza di Cristo nell’Eucarestia, rifiuto del Sacerdozio Sacramentale, in breve il negare l’intero Cattolicesimo. Da quel momento in avanti, la Comunione sulla mano acquistò un significato chiaramente anticattolico. Era una pratica palesemente anticattolica, fondata sulla negazione della reale presenza di Cristo nell’Eucarestia e del Sacerdozio. Dopo il Concilio Vaticano II, in Olanda, alcuni preti cattolici di mentalità protestante cominciarono a dare la Comunione sulla mano, scimmiottando la pratica protestante.


Ma alcuni Vescovi olandesi, anziché fare il loro dovere e condannare l’abuso, lo tollerarono e in tal modo permisero che l’abuso continuasse incontrollato. La pratica si diffuse dunque alla Germania, al Belgio, alla Francia. Ma se alcuni Vescovi parvero indifferenti a questo scandalo, gran parte del laicato di allora rimase oltraggiato. Fu l’indignazione di un grande numero di fedeli che spinse Papa Paolo VI a prendere l’iniziativa di sondare l’opinione dei Vescovi del mondo su questa questione ed essi votarono unicamente per MANTENERE la pratica tradizionale di ricevere la Santa Comunione sulla lingua.


É anche doveroso notare che, a quell’epoca, l’abuso era limitato a pochi Paesi Europei, tanto che non era ancora iniziato negli Stati Uniti e in America Latina. Papa Paolo VI promulgò allora, il 28 maggio 1969, il documento ‘MEMORIALE DOMINI’ (http://www.santuariodivinamaternita.com/Sito/Documenti/MemorialeDomini.pdf) in cui affermava testualmente: ‘I Vescovi del mondo sono unanimemente contrari alla Comunione sulla mano. Deve essere osservato questo modo di distribuire la Comunione, ossia il sacerdote deve porre l’Ostia sulla lingua dei comunicandi. La Comunione sulla lingua non toglie dignità in nessun modo a chi si comunica. Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla profanazione dell’Eucarestia, così come può intaccare gradualmente la dottrina corretta’. Il documento, inoltre, affermava: ‘Il Supremo Pontefice giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare la Comunione ai fedeli non deve essere cambiato. La Sede Apostolica invita perciò fortemente i Vescovi, i preti ed il popolo ad osservare con zelo questa legge’.


Ma poiché questa era l’epoca del compromesso, il documento pontificio conteneva il germe della sua stessa distruzione, poiché l’Istruzione continuò dicendo che, dove l’abuso si era già fortemente consolidato, poteva essere legalizzato con la maggioranza dei due terzi in un ballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale (a patto che la Santa Sede confermasse la decisione).


Ciò finì a vantaggio dei sostenitori della Comunione nella mano. E si deve sottolineare che l’Istruzione diceva dove l’abuso si è già consolidato. Naturalmente, il clero di mentalità protestante (compreso il nostro) concluse che, se questa ribellione poteva essere legalizzata in Olanda, poteva essere legalizzata ovunque. Si pensò che, ignorando il ‘Memoriale Domini’ e sfidando la legge liturgica della Chiesa, questa ribellione non solo sarebbe stata tollerata, ma alla fine legalizzata.


Questo fu esattamente ciò che accadde, ed ecco perché abbiamo oggi la pratica della Comunione sulla mano. LA COMUNIONE SULLA MANO, QUINDI, NON SOLO FU AVVIATA NELLA DISOBBEDIENZA, MA FU PERPETUATA CON L’INGANNO. La propaganda, negli anni ’70, fu usata per proporre la Comunione sulla mano ad un popolo ingenuo, con una campagna di mezze verità che dava ai cattolici la falsa impressione che il Vaticano II avesse fornito una disposizione per l’abuso, quando, di fatto, non vi è accenno in proposito in nessuno dei documenti del Concilio.


Inoltre, non venne detto ai fedeli che la pratica fu avviata da un clero di mentalità filoprotestante e filomassone, in spregio alla Legge liturgica stabilita, ma la fecero suonare come una richiesta da parte del laicato; non chiarirono, gli assertori della Comunione nelle mani, che i Vescovi del mondo, quando fu sondata la loro opinione, votarono unanimemente contro questa pratica; non fecero riferimento al fatto che il permesso doveva essere solo una tolleranza dell’abuso, laddove si fosse già instaurato nel 1969, e che non vi era stato alcun via libera perché la Comunione nelle mani si diffondesse ad altri Paesi come l’Italia e gli Stati Uniti d’America. Siamo ora arrivati al punto in cui la pratica dell’Ostia sulla mano è addirittura presentata come il modo migliore di ricevere l’Eucarestia, e anche la maggior parte dei nostri fanciulli cattolici è stata male istruita a ricevere la Prima Comunione. Ai fedeli si dice che è una pratica facoltativa e se a loro non piace, possono ricevere la Comunione sulla lingua.


La tragedia è che se questo è facoltativo per il laicato, è implicito che non lo è per il clero. I preti sono chiaramente istruiti ad amministrare la Comunione sulla mano, che a loro piaccia o no, a chiunque lo richieda, gettando così moltissimi preti in una agonizzante crisi di coscienza.


É dunque evidente che NESSUN PRETE PUÒ ESSERE LEGITTIMAMENTE FORZATO AD AMMINISTRARE LA COMUNIONE SULLA MANO; dobbiamo pregare affinché il maggior numero di sacerdoti abbia il coraggio di salvaguardare la riverenza dovuta a questo Sacramento e non venga intrappolato in una falsa ubbidienza che fa sì che essi collaborino alla perdita di sacralità di Cristo nell’Eucarestia.


I preti devono trovare il coraggio di combattere questa nuova pratica che fa parte dell’occulta strategia di protestantizzazione del Cattolicesimo, ricordando che Papa Paolo VI, giustamente, predisse che la Comunione sulla mano avrebbe portato all’irriverenza e alla profanazione dell’Eucarestia e ad una graduale erosione della dottrina ortodossa.


Questo abuso illegittimo si è così ben radicato come una tradizione locale, che anche Papa Giovanni Paolo II non ebbe successo a denunciarlo, nonostante un suo tentativo per frenare l’abuso.


Nella sua Lettera ‘Dominae Cenae’ del 24 febbraio 1980, il Pontefice polacco riaffermò gli insegnamenti della Chiesa secondo cui toccare le Sacre Specie e amministrarle con le proprie mani è un privilegio dei consacrati. Ma, per un qualsivoglia motivo, questo documento di 36 anni fa non conteneva nessuna minaccia di sanzioni contro laici, sacerdoti o Vescovi che avessero ignorato la difesa dell’uso della Comunione sulla lingua come voleva il Papa. Una legge senza una pena non è una legge, bensì un suggerimento.


Cosicché, il documento di Giovanni Paolo II fu accolto da diversi membri del clero dei Paesi dell’Occidente come un suggerimento non apprezzato e purtroppo trascurato.


Ma che cosa può fare il Papa, il Vicario di Cristo, se la maggioranza dei vescovi e dei preti e dei laici non gli obbediscono? C’è qualcuno ancora che cerca di scoprire ciò che vuole Dio invece di cercare ciò che “voglio io”? Le persone oggi confidano in se stessi o in Dio? Ci sono ancora le persone di buona volontà che vogliono dialogare per cercare la Verità di Dio insieme secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica degli adulti e secondo i documenti della Chiesa che lo Spirito Santo ha ispirato nei ultimi 2000 anni? Ci sono ancora le persone che non vogliono ripetere il peccato originale di Adamo e Eva (Gen 3,4-5) nel decidere il giusto o l’ingiusto secondo le proprie teste, secondo il soggettivismo o relativismo di ognuno come se ognuno fosse Dio? Le persone a cui non interessa ciò che Dio vuole, non interessa neanche tutti i documenti della Chiesa negli ultimi duemila anni! Quando le persone cercano di manipolarmi e di costringermi a offrire o predicare secondo ciò che le persone vogliono senza interessarsi di cercare ciò che Dio vuole, io rispondo: “Io seguo Dio non gli uomini, perché Dio può offrirmi la vita eterna; gli uomini, le creature, non possono offrirmi la vita eterna!


“Non abbiamo bisogno di una Chiesa che è mossa dal mondo, ma una Chiesa che muove il mondo” – G.K. Chesterton.


Considerando questo “EPOCA DEL COMPROMESSO” la Beata Vergine nel messaggio finale il 13 ottobre 1973, a Akita, Giappone, nell'anniversario dell´ultima apparizione e del miracolo di Fatima, ha detto a Suor Agnes Katsuko Sasagawa: “Come vi dissi, se gli uomini non si pentono e migliorano loro stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l'umanità. Sarà un castigo più grande del DILUVIO, come non si sarà mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e farà morire una grande parte dell´umanità, i buoni e i cattivi , non risparmiando né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così desolati che invidieranno i morti. Le uniche armi che rimarranno per Voi saranno il Rosario e il Segno lasciato a voi da mio Figlio. Recitate ogni giorno, la preghiere del Rosario. COL ROSARIO, PREGATE PER IL PAPA, I VESCOVI E I SACERDOTI . L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete cardinali contro cardinali e vescovi contro vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno in opposizione ai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. LA CHIESA SARÀ PIENA DI QUELLI CHE ACCETTANO COMPROMESSI e il demonio spingerà molti preti e anime consacrate a lasciare il servizio del Dio. "Il demonio infurierà specialmente contro le anime consacrate. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumentano in numero e gravità, non ci sarà più perdono per loro.” (http://blogcristianocattolico.blogspot.com/2008/01/la-madonna-di-akita-giappone.html).


Anche se la "misericordia di Dio dura per sempre" (Sal 136), Gesù non ha mai offerto i compromessi anche quando c'era il rischio di perdere molti seguaci. Quando molti dei suoi discepoli lo hanno lasciato per quanto riguarda la verità sull'Eucaristia, Egli non ha offerto i compromessi con la verità, ma era perfino disposto a perdere i suoi Apostoli: "Forse anche voi volete andare via" (Gv 6,67)! I Pastori che non seguono la Verità, che è Gesù (Gv 14, 6), sono interessati prima di tutto alla quantità di seguaci, "per andare alle periferie", invece di trovare prima una grande unione con Dio sul monte Tabor (Mosè ), nel deserto (Sant'Antonio Abate), a Subiaco (San Benedetto), a La Verna (San Francesco d'Assisi); non sono interessati alla vera qualità spirituale e a aiutare quelli che sono disposti a sacrificare e soffrire tutto per seguire la Verità! Questi falsi pastori e falsi cristiani, che sfruttano la religione per i propri motivi, sono contenti della mediocrità e cercano di condurre altri con loro lungo il percorso della mediocrità, e in ultima analisi, della perdita della Verità, della fede e della salvezza!


Dobbiamo stare vicino alle cose fondamentali della verità rivelata ben riassunte nel Catechismo della Chiesa Cattolica degli adulti (CCC) e nei documenti veri del Magistero della Chiesa, non allo “spirito del Vaticano II”! Ma naturalmente UNA TATTICA FONDAMENTALE DEL NOSTRO NEMICO È DI OFFRIRCI LE MEZZE VERITÀ, ad esempio, di parlare soltanto della misericordia senza parlare dell’altra parte della verità, cioè, la necessità e l’obbligo di pentirsi e di cambiare vita. Una mezza verità è peggio che una bugia perché crediamo che quelli che hanno la vocazione da Dio di portarci verso Dio e verso la vita eterna, ci portano nella direzione giusta non alla morte eterna.


Non vi è nessun caso nelle Sacre Scritture dove la misericordia di Dio non aspetta una risposta di fede e di pentimento. Uno dei grandi inganni è che sapendo che Dio è misericordioso, ciò significa che sono OK. Diventiamo OK quando rispondiamo alla misericordia, quando ci pentiamo e quando crediamo. E questo deve essere parte del messaggio, che molto spesso oggi viene a mancare anche dalle più alte autorità nella Chiesa. Oggi nella Chiesa ci sono un gran numero di sacerdoti, vescovi e cardinali che offrono la misericordia con tutti i tipi di compromessi con la Verità. Gesù ha offerto la misericordia ma senza i compromessi alla Verità!


Mettiamo a confronto questa priorità dell’Eucaristia, secondo la Chiesa ed i santi, con le parole di Don Idilio, il delegato di Umbria e Toscana per i sacerdoti del Movimento dei Focolari, nella sua settimanale del 17 agosto 2014:
“C’è chi dice che le chiese sono la maggior parte chiuse e, magari, ne soffre. È certo una particolare tristezza, ma può essere anche uno sprone a rivedere le proprie posizioni anche in ordine alla parrocchia che è in quanto c’è un popolo che la frequenta e si serve delle sue strutture per incontrarsi, per formarsi e per intessere rapporti validi in un tempo in cui, anche quelli più sacri, vengono meno. Ecco è bello pensare ad una parrocchia in cui si vive la comunione fino alla fraternità! Ed è il massimo …”


I focolarini dicono fra loro: “Teniamo Gesù in mezzo”. Ma spesso si ignorano o mettono da parte la Verità scomoda così tutti sono contenti e a loro agio; hanno messo da parte Gesù, che è la Verità (Gv 14,6)!!!


Un gran numero dei responsabili del Movimento dei Focolari, così come in tutta la Chiesa, stanno "Sacrificando la verità sull'altare dell'Unità"!


Leggete il libro: "In nome dello Scopo - sacrificare la verità sull'altare dell'Unità" (Geremia 6:16) (“In the Name of Purpose - Sacrificing Truth on the Altar of Unity”), da Tamara Hartzell (in inglese: http://inthenameofpurpose.org/inthename.pdf).


Tantissime persone nella Chiesa oggi hanno abbracciato L’INGANNO NASCOSTO E MOLTO POTENTE DI SATANA DI ROVESCIARE LE PRIORITÀ DELL’AMORE DI DIO E DELL’AMORE DEL PROSSIMO! Ecco il culto dell’uomo a scapito del culto vero di Dio! Si adora il culto dell’uomo dietro il quale c’è Satana. Satana si nascondeva anche dietro la statua d’oro con il re Nebucodonosor mentre le persone le rendevano culto (Daniele, ch. 3). Satana si nascondeva anche dietro il vitello d’oro mentre le persone gli rendevano culto (Esodo ch. 32).


“l'Anticristo conquisterà molte persone dicendo: 'Voi potete fare tutto ciò che vi piace... è sufficiente che vi amiate...” - Santa Ildegarda di Bingen, Dottore della Chiesa (1098-1179) (http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_santaildegarda.htm)


Per proteggere la grandezza e la sacralità della Messa e dell’Eucaristia, Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI hanno ordinato al Cammino Neocatecumenale di “seguire i libri liturgici fedelmente e esattamente”. I tre fondatori del movimento hanno rifiutato di obbedire ai papi (“La Messa Neocatecumenale”; http://cibo-spir.blogspot.it/2015/02/la-messa-neocatecumenale.html). Quando ho parlato di questo decreto (2005) di Papa Benedetto con alcuni membri del Cammino Neocatecumenale, mi hanno risposto: “Abbiamo già superato quello”! Questo è come dire: “Abbiamo già superato Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto!! Si affidano a se stessi o a Dio?!? Come vivono il Padre Nostro, “Sia fatta la MIA volontà”, o “Sia fatta la TUA volontà”???


È molto interessante quante volte si trova questo “AMORE” FALSOusato come una strategia potente nelle 33 direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni per distruggere la Chiesa Cattolica! La parole “amore” APPARE 11 VOLTE in queste 33 direttive! “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14)! Visitate: “Il Piano Massonico Per La Distruzione della Chiesa Cattolica” (http://cibo-spir.blogspot.it/2013/11/piano-massonico.html).


Per capire meglio la strategia potente e nascosta nell’usare ‘amore’ falso, visitate: “Un Prete Dannato Mette In Guardia Contro L’inferno” (http://cibo-spir.blogspot.it/2013/12/prete-dannato.html).


Secondo il Cardinale Biffi, secondo il Servo di Dio l’Arcivescovo Fulton Sheen e tanti santi e studiosi santi, durante il tempo della grande apostasia prima della manifestazione dell’Anticristo (2Tess 2,3-4), questa fraternità universale in tutto il mondo prenderà il posto della vera religione, del vero culto di Dio! Visitate: “La Russia Punirà il Mondo - Terzo Segreto di Fatima Rivelato” (http://cibo-spir.blogspot.it/2016/10/russia-punira-mondo.html).


Ho un grande dolore nel mio cuore per le anime affidate ai tanti pastori cattolici oggi che non vivono e non predicano il Catechismo della Chiesa Cattolica degli adulti! Se questi pastori non vogliono rappresentare la Chiesa Cattolica e non vogliono passare l’eternità con la Verità, Gesù Cristo (Gv 14,6), tanti auguri a loro. Ma di trascinare tante anime con loro ad essere separate dalla Verità per tutta l’eternità è la cosa più terribile che si può immaginare! “La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio” (CCC 1035). La Madonna, la Mamma di tutti, piange e tanti dei suoi figli prediletti, i sacerdoti, non se ne interessano!


Pensando alla grande ribellione contro l’enciclica di Papa Paolo VI, Humanae Vitae (1968), un’enciclica che ha ribadito l’insegnamento della Chiesa da sempre (Casti Canubi 1930, ecc.) sulla gravità di usare anticoncezionale, e poi un anno dopo con Memoriale Domini (1969), non mi meraviglia delle parole di Papa Paolo VI più tardi.


Ricordiamo le drammatiche parole che pronunciò Papa Paolo VI il 29 giugno 1972, dopo il Concilio Vaticano II, denunciando che “da qualche fessura è entrato il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio...Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce…Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza".(http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/homilies/1972/documents/hf_p-vi_hom_19720629_it.html).


Pochi mesi prima che Papa Paolo VI morisse, l’8 settembre 1977, egli confermò questo grave giudizio in un colloquio con Jean Guitton. Ecco le parole di Paolo VI riportate dal filosofo francese: "C'è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: "Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?". Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia"(http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/23572).


Un parroco che non studia per cercare di scoprire questi veleni nascosti del “padre della menzogna” (Gv 8,44) da’ alle pecore l’impressione che tutto è a posto nonostante hanno lentamente abbracciato i veleni del lupo. La strategia fondamentale del lupo è di far addormentare spiritualmente le pecore così credono di essere a posto e perciò non cercano di scoprire se sono veramente a posto secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica degli adulti (CCC), nonostante che sono a posto secondo la moda del mondo in ogni epoca del mondo. Se una persona non confessa un peccato mortale, il peccato rimane per tutta l’eternità perché Dio rispetta il libero arbitrio di ogni persona di non chiedere per la misericordia di Dio (nella confessione sacramentale) e di non vivere ciò che si dice nell’Atto di Dolore: “Propongo col Tuo santo aiuto di non offenderTi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato”! QUANTE PERSONE, CON L’AIUTO DELLA NEGLIGENZA DEI LORO PASTORI, HANNO IGNORATO O SI SONO RIBELLATI CONTRO L’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SUL PECCATO DELL’USO DELL’ANTICONCEZIONALE (Humanae Vitae – 1968; Casti Canubi – 1930), e non hanno mai confessato questo peccato mortale, ma oggi commettono tanti sacrilegi nel ricevere la Santa Comunione senza confessare questo peccato mortale? Dio deve cambiare secondo ogni epoca del mondo o il mondo deve cambiare secondo Dio??? Se un parroco, che ha la vocazione di proteggere le pecore dal lupo, non fa questo lavoro di essere il medico spirituale delle anime di aiutare ad identificare ed a superare la malattia spirituale mortale dei peccati mortali, che cosa dirà Gesù a questo parroco alla sua morte? “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mc 13,31)! “Non pensate ch io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno della legge, senza che tutto sia compiuto” (Mt 5,17-18; 24,35).


Visitate:
L’Attacco Sottile e Potente all’Eucaristia
La Protestantizzazione Progressiva della Messa Cattolica


La strategia fondamentale del demonio oggi è di eliminare l’umiltà davanti a Dio, l’umiltà soprattutto qui sulla terra davanti a Dio infinito nell’Eucaristia. Non si può separare il corpo dall’anima o dal cuore. Perciò è molto importante per Satana di togliere i segni esteriori di umiltà con il corpo davanti a Dio infinito nell’Eucaristia. Il cuore e l’anima seguono i segni del corpo lentamente. San Agostino ci dice: ERA LA SUPERBIA che ha cambiato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che fa gli uomini angeli. L’umiltà è il fondamento di tutte le altre virtù. L’anima in cui questa virtù non esiste, non può essere qualsiasi altra virtù tranne che mera apparenza. San Bonaventura ha detto che senza l’umiltà, non c’è virtù!


Senza umiltà nell’obbedienza e umiltà davanti a Dio infinito nell’Eucaristia, Gesù dice: “La mia grazia si allontana da loro e va verso le anime umili”!!!


Gesù ha detto a Santa Faustina: “Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità non avrà limiti. I RIVOLI DELLA MIA GRAZIA INONDANO LE ANIME UMILI. I SUPERBI SONO SEMPRE NELL'INDIGENZA E NELLA MISERIA, POICHÉ LA MIA GRAZIA SI ALLONTANA DA LORO E VA VERSO LE ANIME UMILI” (Diario di Santa Faustina, 1602).


Nessuno è costretto a cercare la volontà di Dio e a vivere la volontà di Dio con la preghiera. Nessuno è costretto a vivere il Padre Nostro, “Sia fatta la TUA volontà”. Dio rispetta totalmente il nostro libero arbitrio, perché Dio è amore. Dio non costringe nessuno a stare con Lui. Sarebbe come dire a una persona: “Tu devi amarmi, altrimenti ti farò soffrire!” Proprio per questo dopo la morte ci sono due posti, dove c’è il Creatore dell’universo e dove non c’è il Creatore. Le creature sono libere di decidere in questa vita corta dove vogliono stare per tutta l’eternità.


Come tutti gli esseri umani, io sono libero di decidere di seguire Dio o di seguire gli uomini o altre cose. Se una persona vuole dire che Dio non rispetta la loro libertà perché non fa la loro volontà, questa è la legge dei prepotente e dei dittatori. Io sono libero di scegliere di seguire Dio prima di tutto. Se io non sono d’accordo con i Dieci Comandamenti o le parole di Gesù nel Vangelo, Dio rispetta la mia scelta per tutta l’eternità. Siamo liberi di non seguire Gesù e di non stare con Gesù adesso e dopo la morte. Ma non abbiamo il potere di costringere Dio di cambiare le sue legge come vogliamo noi! Le Sue leggi sono per il nostro vero bene! Siamo liberi di obbedire alle sue leggi o non obbedire alle sue leggi, di vivere con Dio per l’eternità o non vivere con Dio per l’eternità.


Gesù, come Dio, è veramente molto esigente, perché soltanto Dio può offrire la vita eterna. “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me …” (Mt 10,37). “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26).


Ci sono pochissime persone oggi che chiedono al sacerdote, come possiamo imparare di più di come Gesù vuole che riceviamo l’Eucaristia. È piuttosto come voglio farlo io, senza nessun desiderio di imparare dai documenti della Chiesa. C’è un atteggiamento diffuso oggi che è: ‘io so meglio che la Chiesa, e perciò in realtà, io so meglio di Dio’!


Padre Larry Richards dice che l’iscrizione sopra le porte dell’inferno sarà il titolo della canzone cantata da Frank Sinatra anni fa: “Ho Fatto a Modo Mio” (“I Did It My Way”)!


Papa Benedetto XVI e la riforma liturgica; da Dom Alcuin Reid, OSB:
“Come lui (Papa Benedetto) ha spiegato così eloquentemente come un Cardinale: “Se la Liturgia appare prima di tutto come il laboratorio per le nostre attività, allora ciò che è essenziale si sta dimenticando: Dio. Perché la Liturgia non è di noi, ma di Dio. Dimenticando di Dio è il pericolo più imminente della nostra età. Contro questo, la Liturgia deve essere un erigere un segno della presenza di Dio.”
“E invece che cosa sta succedendo, se l’abitudine di dimenticare Dio si fa a casa nella Liturgia stessa, e se nella Liturgia stiamo pensando soltanto di noi stessi? In qualsiasi e in tutte le riforme liturgiche, e in ogni celebrazione liturgica, il primato di Dio deve essere tenuto in vista prima ed innanzitutto.”
I commentatori hanno commentato della cortesia e dell’umiltà di Papa Benedetto XVI. Questi, ed il suo amore profondo della Chiesa, vogliono dire che lui prenderà su serio le parole che ha scritto meno di 12 mesi fa: “Il Papa non è un monarca assoluto che la sua volontà è legge, ma è la guardiano della Tradizione autentica, e perciò il garante premier di obbedienza. Non può fare come vuole, e perciò capace di opporre quelle persone che da parte loro vogliono fare ciò che viene in testa. La sua regola non è di potere arbitrario, ma quello di obbedienza nella fede.”
“Papa Benedetto non agirà al di la della sua competenza nel rispetto della Liturgia Sacra, ma agirà, perché è convinto che, come ha scritto nel 1997, “la vera celebrazione della Liturgia Sacra è al centro di qualsiasi rinnovo della Chiesa.”


IL VESCOVO ATHANASIUS SCHNEIDER di Karaganda (Kazakistan) è uno dei pochi prelati che, in realtà, continua a parlare contro la pratica abusiva di ricevere la Santa Comunione nella mano. Nel 2008, il vescovo Schneider ha scritto un breve libro sui suoi pensieri per quanto riguarda la ricezione della Santa Comunione nella mano in piedi. “Dominus Est” – “È il Signore”! le Riflessioni di un Vescovo dell'Asia Centrale sulla sacra Comunione è stato pubblicato dalla Tipografia Vaticana. Ha scritto il libro in risposta al problema diffuso di "un graduale, crescente indebolimento dell'atteggiamento di riverenza verso le sacre Specie eucaristiche", per non parlare degli abusi di far cadere l'Ostia eucaristica, o tenendoLa per il consumo dopo, o profanare il Beato Sacramento come in una messa satanica.


Il libro inizia con una introduzione di tre donne: la madre del Vescovo Schneider, Maria Schneider, la sua zia, Pulcheria Koch, e Maria Stang, una parrocchiana della diocesi di Karaganda. Come parte del movimento clandestino sovietico, queste "donne eucaristiche" hanno rischiato la vita durante i tempi bui di oppressione comunista, in modo che la Santa Eucaristia ed i pochi sacerdoti rimanenti potessero essere protetti. Con la fede, e in grande pericolo, le donne eucaristiche erano "spesso mamme e nonne con un'anima 'sacerdotale' che salvaguardavano e anche somministravano l'Eucaristia con amore straordinario, con cura, e con la massima reverenza possibile, nello spirito dei cristiani dei primi secoli, espresso nel detto ‘cum amore ac timore’ (con l'amore e il timore). "Il popolo del movimento clandestino sovietico riverivano la Santa Eucaristia e durante le rare volte che il Santissimo Sacramento è stato a loro disposizione, essi "hanno ricevuto la Comunione in ginocchio e in lacrime".


Fin dall'inizio della Chiesa cristiana, la Santa Comunione è stata ricevuta nella mano. Tuttavia, il vescovo Schneider spiega che la Chiesa primitiva è diventata sempre più "consapevole della grandezza del momento della Comunione [Lei] ha cercato di trovare una espressione rituale che può testimoniare nel modo più perfetto alla sua fede, l'amore e il rispetto." Con il sesto secolo, con maggiore comprensione e adorazione del Sacramento, la Santa Comunione messa direttamente sulla lingua è diventata la NORMA. Coloro che hanno continuato a distribuire la Comunione nella mano erano censurati. La setta conosciuta come i Casiani è stata condannata nell’839 per aver rifiutato di ricevere la comunione sulla lingua. Il Sinodo di Rouen nell’878 ha minacciato di sospendere i sacri ministri se avessero distribuito la Comunione nella mano.


Consapevole della grandezza del momento della sacra Comunione, la Chiesa nella sua bimillenaria tradizione ha cercato di trovare un'espressione rituale che potesse testimoniare nel modo più perfetto possibile la sua fede, il suo amore e il suo rispetto. Questo si è verificato, quando nella scia d'uno sviluppo organico, a partire almeno dal sesto secolo, la Chiesa cominciò ad adottare la modalità di distribuire le sacre specie eucaristiche direttamente in bocca. Così testimoniano: la biografia di Papa Gregorio Magno e un'indicazione dello stesso Gregorio relativa a Papa Agapito (Dialoghi, III).


I primi Padri della Chiesa erano preoccupati per la salvaguardia dei frammenti della Santa Eucaristia (cfr. Catechesi mistagogiche, 5,21). Questo è stato un altro motivo per l'istituzione di ricevere Cristo direttamente sulla lingua in entrambe le chiese antiche occidentali e orientali. Ricevere la Santa Comunione nella mano ha dato l’occasione di un reale pericolo che le particelle minuscole, comprese quelle che erano impercettibili all'occhio umano, potessero cadere. San Girolamo ha espresso la sua preoccupazione che anche un piccolo frammento della Santa Eucaristia cadesse a terra: "Se dovesse cadere a terra, c'è il pericolo."


Secondo la Chiesa Copta, "non vi è alcuna differenza tra le particelle più piccole e quelle più grandi dell'Eucaristia, anche quelle più piccole, che non possono essere percepite a occhio nudo; meritano la stessa venerazione e possiedono la stessa dignità di tutto il pane".


Il Vescovo Schneider ci ricorda che la Santa Eucaristia è "il DONO per eccellenza che Cristo ha lasciato alla Chiesa, sua sposa." Così, l'atteggiamento del credente quando si riceve questo dono prezioso è uno "dell'umiltà del centurione, l'atteggiamento di uno che si lascia essere alimentato, proprio l'atteggiamento di un bambino." Gli scritti dei primi Padri della Chiesa continuano ad insegnarci che la prospettiva corretta, nel ricevere la Santa Comunione è ‘cum amore ac timore’ (con l'amore e il timore).


Dal VI secolo, "prostrazione e genuflessione" prima di ricevere il Santissimo Sacramento era comune nei monasteri. Con i secoli X e XI, la pratica era diffusa.


Giovanni Paolo II nella sua ultima enciclica, Ecclesia de Eucaristia, ha lasciato alla Chiesa un'ammonizione ardente che suona come un vero testamento: «Dando all'Eucaristia tutto il rilievo che essa merita, e badando con ogni premura a non attenuarne alcuna dimensione o esigenza, ci dimostriamo veramente consapevoli della grandezza di questo dono (...) non c'è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero!» (n. 61). La consapevolezza della grandezza del mistero eucaristico si mostra in modo particolare nella maniera con cui è distribuito e ricevuto il Corpo del Signore.


In ginocchio è il gesto biblico di adorazione. L'adorazione è la più alta forma di preghiera; e come ha avvertito sant'Agostino, "avremmo peccato se non la adoriamo [la Santa Eucaristia]." L'allora cardinale Joseph Ratzinger ha confermato che "in ginocchio è il giusto, anzi il gesto intrinsecamente necessaria" davanti al Santissimo Corpo e Sangue Prezioso di Cristo. Chi non è in grado di inginocchiarsi deve anche fare un atto di riverenza alternativo.


Papa Giovanni Paolo II ha esortato la Chiesa a "salvaguardare e rafforzare la sacralità dell'Eucaristia". Egli ha osservato che questo era importante in quanto la nostra società laica cerca di desacralizzare il sacro.


Il nostro profondo gesto di riverenza e di adorazione, vale a dire, in ginocchio e ricevendo il Santissimo Sacramento sulla lingua è, nelle parole del vescovo Schneider, "un segno impressionante che professa la fede nella presenza reale di Dio in mezzo ai fedeli". Un atto di adorazione, soprattutto in un mondo che si rifiuta di credere in gran parte, è una professione di fede che invita i miscredenti ad adorare Dio.


In conclusione del suo breve ma importante lavoro sulla ricezione reverente della Santa Eucaristia, il vescovo Schneider riflette:
Se Dio vuole, i pastori della Chiesa saranno in grado di rinnovare la casa di Dio che è la Chiesa, ponendo Gesù Eucaristico al centro, dandogli il primo posto, facendo in modo che egli riceva i gesti di onore e di adorazione anche al momento della Santa Comunione. La Chiesa deve essere riformata, a partire dalla Eucaristia! Ecclesia ab Eucharistia emendanda Est! La Chiesa deve essere riformato dall'Eucaristia.


La Sacra Ostia non è qualche cosa, ma QUALCUNO. "Lui è lì," è stato il modo in cui San Giovanni Maria Vianney ha sintetizzato il Mistero eucaristico. Pertanto, siamo coinvolti con niente altro che, e nessuno meno grande del il Signore stesso: Dominus Est! (É il Signore!).


Schneider, A. (2008). Dominus Est – È il Signore! Riflessioni di un Vescovo dell'Asia Centrale sulla sacra Comunione. New Jersey: Newman House Press.


Riferimenti:


Mangia la dannazione chi non riconosce Gesù nell’Eucaristia. Questo è il significato di ciò che San Paolo ci dice: “Perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.” (1Cor 11,29).


Il primo lavoro di un prete è quello di proteggere i sacramenti!!! Se un sacerdote non aiuta la gente a "discernere" il Corpo e il Sangue di Cristo, e la gente viene, senza la dovuta preparazione, questo prete dovrà rispondere a Dio nel giorno del giudizio.


Sin dalla sua elezione, avvenuta in pieno anno eucaristico, Benedetto XVI ha riaffermato spesso la presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell'Eucaristia. Ha anche ripreso, a partire dalla festa del Corpus Domini del 2008 l'uso di dare la comunione sulla lingua a fedeli inginocchiati. Colpiti da quest'esempio papale, numerosi sacerdoti, spesso tra i più giovani, cominciano a dubitare dei meriti della comunione generalizzata in mano, ritenuta per altro da alcuni come uno dei danni maggiori della riforma liturgica.


Nel suo libro, Dominus Est, il Vescovo Athanasius Schneider affronta precisamente questo tema. Secondo Lui, possiamo dire, come S.E. Mons. Malcolm Ranjith, Segretario della Congregazione del Culto Divino, nella prefazione del suo libro, che la comunione in mano ha favorito una perdita di fede, sia dei fedeli che dei chierici, nella presenza reale di Cristo e, di conseguenza, una mancanza di rispetto nei confronti del Santissimo Sacramento. Ci riferiamo allo spostamento dei tabernacoli negli angoli bui delle chiese, ai fedeli che non si genuflettono più davanti al Santissimo Sacramento, alle comunioni sacrileghe, ecc.


Papa Giovanni Paolo II metteva in evidenza la necessità di espressioni esterne di rispetto verso il Pane Eucaristico: «Se la logica del ‘convito' ispira familiarità, la Chiesa non ha mai ceduto alla tentazione di banalizzare questa ‘dimestichezza' col suo Sposo dimenticando che Egli è anche il suo Signore (...) Il convito eucaristico è davvero convito ‘sacro', in cui la semplicità dei segni nasconde l'abisso della santità di Dio. Il pane che è spezzato sui nostri altari (...) è pane degli angeli, al quale non ci si può accostare che con l'umiltà del centurione del Vangelo: « Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto » (Mt 8,8; Lc 7,6). (Ecclesia de Eucaristia, n.48).


Il Vescovo Athanasius Schneider è stato sottoposto ad alcune domande:
D. La Chiesa sta andando nella direzione opposta da dove lei si sta andando?
VAS: 'Sembra che la maggior parte del clero e dei vescovi sono contenti di questo uso moderno della Comunione sulla mano e non si rendono conto dei reali pericoli connessi con tale pratica. Per me questo è incredibile. Come è possibile, quando Gesù è presente nelle piccole ostie? Un sacerdote e un vescovo deve dire: "Devo fare qualcosa, almeno per ridurre gradualmente questo. Tutto quello che posso fare, devo fare." Purtroppo, però, ci sono i membri del clero che stanno facendo propaganda dell'uso moderno della comunione nella mano e, talvolta, vietano a ricevere la Comunione sulla lingua e in ginocchio. Ci sono perfino i preti che stanno discriminando contro coloro che si inginocchiano per la Santa Comunione. Questo è molto, molto triste.
D. Alcune persone dicono che Lei è preoccupato di cose di poco conto, ma per quanto riguarda i poveri?
VAS: 'Questo è errato. Il primo comandamento che Cristo ci ha dato è stato quello di adorare Dio solo. La liturgia non è un incontro di amici. È il nostro primo compito per adorare e glorificare Dio nella liturgia e anche nel nostro modo di vivere. Da una vera adorazione e amore di Dio cresce l'amore per i poveri e per il prossimo. È una conseguenza. I santi in duemila anni della Chiesa, tutti quei santi che erano così oranti e pii, erano tutti estremamente misericordiosi per i poveri e servivano i poveri.


'In questi due comandamenti sono tutti gli altri. Ma il PRIMO comandamento è amare e adorare Dio il che si realizza in modo sommo nella sacra liturgia. Quando si sta trascurando il primo comandamento, allora non stai facendo la volontà di Dio, stai piacendo se stesso. La felicità è quello di compiere la volontà di Dio, non di soddisfare la nostra volontà'.


Durante un viaggio in Inghilterra il vescovo nato sovietico ha detto che la Chiesa di oggi sta vivendo 'una tremenda confusione'


Anche se lui dice che le chiacchiere di cambiare le cose provengono principalmente da "la media anti-cristiana", lui vede il clero e laici cattolici "collaborare" con quello che lui chiama il nuovo paganesimo. Il Vescovo Schneider è particolarmente critico all'idea che questi cambiamenti devono essere effettuati in modo da essere misericordiosi verso quelli a cui attualmente è vietato ricevere i Sacramenti. "[Questa è] una sorta di sofisma", ha detto. "Questa non è la misericordia, questo è crudele."


Egli ha suggerito che questo era "un falso concetto di misericordia", dicendo: "È paragonabile a un medico che dà a un paziente diabetico zucchero, anche se sa che lo ucciderà".


Tali critici possono affermare che la preoccupazione del vescovo Schneider sulla Santa Comunione è come preoccuparsi del numero degli angeli su una capocchia di spillo. Ma il vescovo insiste sul fatto che il trattamento dell'Eucaristia è al centro della crisi. "L'Eucaristia è il cuore della Chiesa", ha detto. "Quando il cuore è debole, tutto il corpo è debole."


Egli ha sostenuto che ricevere la Comunione nella mano "contribuisce a poco a poco alla perdita della fede cattolica nella Presenza reale e nella transustanziazione".


- - - - - - - - - - - - - - -


APPENDICE:


Scritti varie dei santi:


UMILTÀ DEI SANTI DAVANTI ALL’EUCARISTIA:
(in contrasto con la nostra presunzione!)


“Spesso durante la santa Messa vedo il Signore nell'anima; sento la sua presenza, che mi trapassa da parte a parte. Avverto il Suo sguardo divino. Parlo molto con Lui senza pronunciare una parola. Conosco quello che desidera il Suo Cuore divino e faccio sempre quello che Egli preferisce. Amo alla follia e sento di essere amata da Dio. In quei momenti quando m'incontro con Dio nel profondo del mio intimo, mi sento così felice che non riesco ad esprimerlo. Sono brevi momenti, poiché più a lungo l'anima non lo sopporterebbe; dovrebbe avvenire la separazione del corpo. Benché questi momenti siano molto brevi, tuttavia la loro potenza che si comunica all'anima, rimane molto a lungo. Senza il minimo sforzo entro in un raccoglimento profondo che, una volta che mi ha investito, non diminuisce, sebbene io parli con la gente, né m'impedisce di adempire i miei doveri. Sento la Sua presenza senza alcuno sforzo dell'anima. Sento che sono unita a Dio così strettamente, come è unita una goccia d'acqua ad un oceano immenso.” (Diario di Santa Faustina, no. 411).


Santa Therese di Lisieux ha scritto:
Sono soltanto un granello di polvere, ma voglio fare la mia dimora nell’ombra del santuario con il Prigioniero d’amore. La mia anima brama per l’Ostia; Lo amo e non voglio nient’altro. E’ un Dio nascosto che mi attira. Sono l’atomo di Gesù Cristo.”


“In certi momenti ho conosciuto che le anime consacrate difendono la propria gloria, fingendo di difendere la gloria di Dio, ma non si tratta della gloria di Dio, bensì della propria gloria. O Gesù, quanto mi ha fatto soffrire questo! Quali misteri scoprirà il giorno del Tuo giudizio! Come si possono rubare i doni di Dio” (Diario di Santa Faustina, 1149)


San Luigi Maria Grignion de Montfort


IL SEGRETO MARIA


37. 3) - Consacrarci così a Gesù per mezzo di Maria, è mettere nelle mani di Maria le nostre buone opere, le quali, benché sembrino buone, sono spesso macchiate e indegne degli sguardi e del compiacimento di quel Dio, davanti al quale le stelle stesse non sono pure. Preghiamo questa buona Madre e Padrona affinché, avendo accettato il nostro misero dono, lo purifichi, lo santifichi, lo nobiliti e l'abbellisca in modo da renderlo degno di Dio. Davanti a Dio, il Padre di famiglia, tutti i frutti della nostra anima hanno meno valore per attirarci la sua amicizia e la sua grazia, di quanto non ne avrebbe davanti al re la mela bacata di un povero contadino, colono di Sua Maestà, per pagare il proprio affitto. Che cosa farebbe il meschino, se fosse intelligente e sapesse di essere ben voluto dalla regina? Non metterebbe forse la sua mela nelle mani di lei? e questa, sia per bontà verso il povero contadino, sia per rispetto verso il re, non toglierebbe forse dalla mela quello che vi fosse di difettoso e di guasto, mettendola poi sopra un vassoio d'oro, ornato di fiori? E il re potrebbe non accettarla, anche con gioia, dalle mani della regina, che vuole così bene a quel contadino? Se vuoi offrire qualche piccolo dono a Dio, - dice San Bernardo mettilo nelle mani di Maria, a meno che non t'importi di essere respinto.”


- - - - - - -


Beato Francesco di Fatima, dopo aver ricevuto l’Eucaristia dall’Angelo a Fatima, ha capito la grandezza della realtà di Gesù presente nell’Eucaristia e ha passato tre ore ogni giorno davanti al Tabernacolo fino alla sua morte circa anno dopo.


Santo Padre Giovanni Paolo II ha detto nella suo omelia al Santuario di Nostra Signora del Rosario di Fatima; Sabato, 13 Maggio 2000:
“Più tardi Francesco, uno dei tre privilegiati, osservava: "Noi stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo. Com’è Dio! Non si può dire. Questo sì, che noi non lo potremo mai dire". Dio: una luce che arde, però non brucia. Fu la medesima percezione che ebbe Mosè, quando vide Dio nel roveto ardente; in quell'occasione Dio gli parlò, dicendosi preoccupato per la schiavitù del suo popolo e deciso a liberarlo per mezzo di lui: "Io sarò con te" (cfr Es 3, 2-12). Quanti accolgono questa presenza diventano dimora e, conseguentemente, "ROVETO ARDENTE" dell'Altissimo.” (http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/travels/documents/hf_jp-ii_hom_20000513_beatification-fatima_it.html).


Visitate:
Il Meraviglioso Valore della Santa Messa!


La Chiesa … cresceva” (Atti 9,31), perché hanno celebrato l’Eucaristia ogni giorno.


Tutti i santi hanno capito la grandezza dell’Eucaristia; per questo sono santi, e per questo Satana fa tutto il possibile per portarci lontano dalla “fonte e culmine di tutta la vita cristiana” (Vat. II: LG 11; CCC 1324)! Che cosa può fare polvere senza Dio? Madre Teresa di Calcutta non apriva una nuova casa religiosa per le sue suore se non c’era la possibilità di avere non soltanto la santa Messa ogni giorno, ma anche alcune ore davanti al Santissimo Sacramento ogni giorno. Madre Teresa sapeva che davanti a Gesù eucaristico la fede cresce per poter vedere non soltanto Gesù nell’Eucaristia ma anche Gesù nei più poveri dei poveri.


Suor Maria Gabriella (in purgatorio) ha comunicato a Suor Maria della Croce: “Ahimé! quante vite appaiono piene di opere buone e, alla morte, ne saranno vuote... perché tutte quelle cose buone in apparenza, tutte quelle azioni clamorose, tutta quella condotta che sembrava irreprensibile, tutto questo non ha avuto Gesù solo quale fine. Si voleva far figura, brillare, passare per esatto osservante degli obblighi della Religione, per una Religiosa fedele alla regola, ecco il solo movente di tante esistenze. E nell'altra vita, qui, quale delusione! Se sapeste quante poche persone agiscono per Dio solo, quante poche compiono tutte le loro azioni per Dio solo... Ahimè! quanti rimpianti ci si prepara per il punto di morte, allorché non si sarà più accecati, ahimè! Se si riflettesse qualche volta all'eternità! Che cos'è la vita paragonata a quel giorno che non avrà sera per gli eletti, a quella sera che non avrà giorno per i malvagi? Si ama tutto sulla terra, ci si affeziona a tutto, eccetto a Colui che unico dovrebbe avere il nostro affetto ed al quale noi lo neghiamo. IL GESÙ DEL TABERNACOLO ATTENDE CUORI CHE LO AMINO E NON NE TROVA. Appena uno su mille che Lo ama come si dovrebbe amarLo! AmateLo voi; risarciteLo di questa indifferenza tanto colpevole che c'è nel mondo!”
(8 dicembre 1879; Un Manoscritto sul Purgatorio; http://purgatorio-mano.blogspot.com).


Amò pure con speciale affetto l’augustissimo sacramento dell’Eucaristia. Per questo, standosene in un luogo nascosto della chiesa, sostava per molte ore in adorazione dinanzi al tabernacolo. Dell’Eucaristia poi bramava nutrirsi con quanto più amore gli era possibile.” (San Martino de Porres; Ufficio delle Letture, 3 novembre).


Non mi lascerò assorbire dalla frenesia del lavoro fino al punto di dimenticarmi di Dio. Tutti i momenti liberi li passerò ai piedi del Maestro nascosto nei SS.mo Sacramento. È Lui che m'istruisce fin dai miei più teneri anni” (Diario di Santa Faustina, 82).


Tanti preti non fanno adorazione ogni giorno con la scusa del loro apostolato mentre scivolano nell’ATTIVISMO, simile al marito che non passa tempo con la moglie, occupato con la sua carriera o peggio, con altre donne.


SAN GIOVANNI DA KETY: “Durante il giorno poi, dopo aver compito il suo dovere, subito dal liceo si recava direttamente alla chiesa dove, davanti al Cristo nascosto nell’Eucaristia, trascorreva lunghe ore nella contemplazione e nella preghiera. SEMPRE AVEVA SOLO DIO NEL CUORE, SOLO DIO SULLA BOCCA.” (Breviario; 23 dicembre).


“Noi invece QUANTE VOLTE VENIAMO IN CHIESA SENZA SAPERE COSA DOBBIAMO FARE O DOMANDARE! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo. Anzi, vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: “Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te”. Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.” (San Giovanni Vianney; Ufficio delle Letture; 4 agosto).


Dal libretto di 100 pagine, “Santa Veronica Giuliani – Vera Discepola e Apostola di Maria”, da Fr. Emmanuele del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria (p. 52):
E alla Santissima Eucaristia, questa «grande invenzione dell'amore», come la chiamava, alla quale ricorreva per chiedere le grazie più difficili, ottenendo la licenza di riceverla ogni giorno; e quante volte l'ha ricevuta dalle mani degli Angeli... o di Maria SS.ma... Bisogna specchiarci nel Diario per capire con quanta poca riverenza e troppa superficialità avviciniamo oggi il Sacro, e con quanta poca fede nella presenza reale e operante di Dio in questo mirabile Sacramento, fino al limite della desacralizzazione... Quanto era importante per lei il modo di riceverLo! ... tutti i frutti spirituali dipendevano da ciò. Diceva: «Ogni qualvolta che Lo riceviamo nel Santissimo Sacramento, Iddio rinasce nelle anime giuste che di cuore Lo servono e Lo ricevono con purezza». Basta ricordare che era rapita in unione con Dio quasi dopo ogni Comunione...” (Santa Veronica Giuliani).


La Madonna a Don Stefano Gobbi, 21 agosto 1987:
Io sono la Madre dell’adorazione e della riparazione. Accanto ad ogni Tabernacolo della terra vi è sempre la mia presenza materna. Essa compone un nuovo ed amoroso Tabernacolo alla solitaria presenza di mio figlio Gesù; costruisce un giardino di amore alla sua perenne permanenza fra voi; forma un’armonia celeste che lo avvolge di tutto l’incanto del Paradiso nei cori adoranti degli Angeli, nella preghiera beata dei Santi, nella sofferta aspirazione di tante anime che si purificano nel Purgatorio. Nel mio Cuore Immacolato tutti formano un concerto di perenne adorazione, di preghiera incessante e di amore profondo a Gesù realmente presente in ogni Tabernacolo della terra. Oggi il mio Cuore di Mamma è rattristato ed è profondamente ferito perché vedo che, attorno alla divina presenza di Gesù nella Eucaristia, c’è tanto vuoto, tanto abbandono, tanta trascuratezza, tanto silenzio. Chiesa pellegrina e sofferente, di cui sono Madre, Chiesa che sei famiglia di tutti i miei figli, arca della nuova Alleanza, popolo di Dio, tu devi comprendere che il centro della tua vita, la fonte della tua grazia, la sorgente della tua luce, il principio della tua azione apostolica si trovano solo qui nel Tabernacolo, ove viene realmente custodito Gesù. E Gesù è presente per insegnarti a crescere, per aiutarti a camminare, per rafforzarti nel testimoniare, per darti coraggio nell’evangelizzare, per essere sostegno a tutto il tuo soffrire. Chiesa pellegrina e sofferente di questi tempi, che sei chiamata a vivere l’agonia del Getsemani e l’ora sanguinosa del tuo Calvario, oggi voglio portarti qui con Me, prostrata davanti ad ogni Tabernacolo, in un atto di perenne adorazione e di riparazione, perché anche tu possa ripetere il gesto che sempre compie la tua Mamma Celeste. Io sono la Madre dell’adorazione e della riparazione. Nella Eucarestia Gesù è realmente presente con il suo corpo, con il suo sangue, con la sua anima e con la sua divinità. Nella Eucaristia è realmente presente Gesù Cristo, il Figlio di Dio, quel Dio che, in Lui, Io ho visto in ogni momento della sua vita terrena, anche se era nascosto sotto il velo di una natura fragile e debole, che si sviluppava attraverso il ritmo del tempo e della sua crescita umana … Andate davanti al Tabernacolo per stabilire con Gesù un rapporto di vita semplice e quotidiano.”


Papa Giovanni Paolo II ci dice:
Mettiamoci, miei carissimi fratelli e sorelle, alla scuola dei Santi, grandi interpreti della vera pietà eucaristica. In loro la teologia dell'Eucaristia acquista tutto lo splendore del vissuto, ci « contagia » e, per così dire, ci « riscalda ». Mettiamoci soprattutto in ascolto di Maria Santissima, nella quale il Mistero eucaristico appare, più che in ogni altro, come mistero di luce. Guardando a lei conosciamo la forza trasformante che l'Eucaristia possiede. In lei vediamo il mondo rinnovato nell'amore. Contemplandola assunta in Cielo in anima e corpo, vediamo uno squarcio dei « cieli nuovi » e della « terra nuova » che si apriranno ai nostri occhi con la seconda venuta di Cristo. Di essi l'Eucaristia costituisce qui in terra il pegno e, in qualche modo, l'anticipazione: « Veni, Domine Iesu! » (Ap 22,20).” (Ecclesia de Eucharistia, no. 62).


“Fate visite frequenti a Gesù nel Santissimo Sacramento e il demonio sarà impotente contro di voi.” - San Giovanni Bosco


La Profezia di Don Bosco delle Due Colonne” ci fa capire la grande importanza di rimanere molto vicino a Gesù nell’Eucaristia (finché sia possibile) con il Rosario in mano.


Santo Padre Pio ha detto: “Il mondo può più facilmente sopravvivere alla sparizione della luce del sole, che alla sparizione del SACRIFICIO della MESSA.” Questo santo ha detto anche che “l’arma per questi tempi, è il ROSARIO”!


La Madonna a Don Stefano Gobbi, 16 luglio 1976:
Soprattutto vi attiro dolcemente davanti alla divina persona di mio Figlio Gesù presente, come in Cielo, nel Sacramento dell’Eucaristia. Voi imparate da me il gusto della preghiera. Preghiera di adorazione, preghiera di ringraziamento, preghiera di riparazione. Quanto più il gelo dell’abbandono e il silenzio circonda mio Figlio Gesù presente fra voi nell’Eucaristia, tanto più Io stessa raccolgo le voci dei miei figli prediletti, perché, unite alla mia voce, si componga assieme, anche quaggiù, un’armonia di amore da presentare al Cuore di mio Figlio, perché sia consolato.”


Visitate:
Una Festa Falsa Senza la Verità


Questo Pane dei Forti mi dà ogni energia per portare avanti quest'opera ed ho il coraggio di eseguire tutto quello che richiede il Signore. Il coraggio e l'energia, che sono dentro di me, non sono miei, ma di Chi abita in me: l'Eucaristia.” (Diario di Santa Faustina, no. 91).


Allora come al solito vado in fretta accanto al tabernacolo, m'inchino davanti alla pisside ed attingo la forza per uniformarmi alla volontà di Dio.” (Diario di Santa Faustina, no. 1431).


Mi vedo così debole che, se non fosse per la santa Comunione, cadrei continuamente. Una sola cosa mi sostiene, ed è la santa Comunione. Da essa attingo la forza, in essa c'è il mio sostegno. Nei giorni in cui non ricevo la santa Comunione, la vita mi spaventa; ho paura di me stessa. Gesù nascosto nell'Ostia è tutto per me. Dal tabernacolo attingo forza, vigore, coraggio, luce; lì nei momenti d'angoscia cerco sollievo. Non saprei dare gloria a Dio, se non avessi nel cuore l'Eucaristia.” (Diario di Santa Faustina, no. 1037).


Il Santo Padre Benedetto XVI, nella “Lettera del per 'Indizione dell'Anno Sacerdotale in Occasione del 150° Anniversario del "Dies Natalis" di Giovanni Maria Vianney, ha scritto:
Ai suoi parrocchiani il Santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia. “Non c’è bisogno di parlar molto per ben pregare” – spiegava loro il Curato - “Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera”. Ed esortava: “Venite alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite a vivere di Lui per poter vivere con Lui... “È vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!”. Tale educazione dei fedeli alla presenza eucaristica e alla comunione acquistava un’efficacia particolarissima, quando i fedeli lo vedevano celebrare il Santo Sacrificio della Messa. Chi vi assisteva diceva che “non era possibile trovare una figura che meglio esprimesse l’adorazione... Contemplava l’Ostia amorosamente”. “Tutte le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio», diceva. Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: «La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”. Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: “Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.
Il Curato d’Ars aveva una maniera diversa di atteggiarsi con i vari penitenti. Chi veniva al suo confessionale attratto da un intimo e umile bisogno del perdono di Dio, trovava in lui l’incoraggiamento ad immergersi nel “torrente della divina misericordia” che trascina via tutto nel suo impeto. E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un’espressione di toccante bellezza: “Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l’amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l’avvenire, pur di perdonarci!”. A chi, invece, si accusava in maniera tiepida e quasi indifferente, offriva, attraverso le sue stesse lacrime, la seria e sofferta evidenza di quanto quell’atteggiamento fosse “abominevole”: “Piango perché voi non piangete”, diceva. “Se almeno il Signore non fosse così buono! Ma è così buono! Bisogna essere barbari a comportarsi così davanti a un Padre così buono!”. Faceva nascere il pentimento nel cuore dei tiepidi, costringendoli a vedere, con i propri occhi, la sofferenza di Dio per i peccati quasi “incarnata” nel volto del prete che li confessava. A chi, invece, si presentava già desideroso e capace di una più profonda vita spirituale, spalancava le profondità dell’amore, spiegando l’indicibile bellezza di poter vivere uniti a Dio e alla sua presenza: “Tutto sotto gli occhi di Dio, tutto con Dio, tutto per piacere a Dio... Com’è bello!”. E insegnava loro a pregare: “Mio Dio, fammi la grazia di amarti tanto quanto è possibile che io t’ami”.
Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all’ascolto e al perdono. In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata “il grande ospedale delle anime”.
Anche la sua castità era quella richiesta a un prete per il suo ministero. Si può dire che era la castità conveniente a chi deve toccare abitualmente l’Eucaristia e abitualmente la guarda con tutto il trasporto del cuore e con lo stesso trasporto la dona ai suoi fedeli. Dicevano di lui che “la castità brillava nel suo sguardo”, e i fedeli se ne accorgevano quando egli si volgeva a guardare il tabernacolo con gli occhi di un innamorato.


Quando Dio ha dato “manna” per arrivare alla “terra promessa”, gli Israeliti erano “nauseati di questo cibo così leggero” (“manna”, Num 21,5) come un gran numero dei cattolici sono nauseati dell’Eucaristia, che è per aiutarci ad arrivare alla “terra promessa”, paradiso! Per riportare gli Israeliti sulla strada della salvezza, “Il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d’Israeliti morì” (Num 21,6). “Il Signore disse a Mosè: "Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita". Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.” (Num 21,8-9). Così anche Dio ci offre la croce, e il Suo Figlio crocifisso come il “serpente” umiliato e agonizzato sulla croce coperto di sangue. Siamo noi disponibili di guardare il serpente nel meditare spesso la Passione di Cristo come la soluzione per essere nauseati dell’Eucaristia?


Dal trattato “Sui misteri” di sant’Ambrogio, “Sull’Eucaristia ai neofiti”:
Ora fa’ attenzione se sia più eccellente il pane degli angeli mangiato dagli Ebrei nel deserto o la carne di Cristo la quale è indubbiamente un corpo che dà la vita. Quella manna veniva dal cielo, questo corpo è al di sopra del cielo. Quella era del cielo, questo del Signore dei cieli … Chiunque lo (Eucaristia) gusta CON SACRA REVERENZA non potrà soggiacere alla corruzione … ” (Ufficio delle Letture; TO 15; venerdì)


Papa Giovanni Paolo II ci dice:
“Le attività pastorali del presbitero sono molteplici. Se si pensa poi alle condizioni sociali e culturali del mondo attuale, è facile capire quanto sia incombente sui presbiteri il pericolo della dispersione in un gran numero di compiti diversi. Il Concilio Vaticano II ha individuato nella carità pastorale il vincolo che dà unità alla loro vita e alle loro attività. Essa – soggiunge il Concilio – «scaturisce soprattutto dal Sacrificio eucaristico, il quale risulta quindi il centro e la radice di tutta la vita del presbitero». Si capisce, dunque, quanto sia importante per la vita spirituale del sacerdote, oltre che per il bene della Chiesa e del mondo, che egli attui la raccomandazione conciliare di celebrare quotidianamente l'Eucaristia, «la quale è sempre un atto di Cristo e della sua Chiesa, anche quando non è possibile che vi assistano i fedeli». In questo modo il sacerdote è in grado di vincere ogni tensione dispersiva nelle sue giornate, trovando nel Sacrificio eucaristico, vero centro della sua vita e del suo ministero, l'energia spirituale necessaria per affrontare i diversi compiti pastorali. Le sue giornate diventeranno così veramente eucaristiche.” (Ecclesia De Eucharistia, no. 31; http://www.vatican.va/holy_father/special_features/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_ecclesia_eucharistia_it.html).


La Madonna a Don Stefano Gobbi, 8 agosto 1986:
«Figli prediletti, come il mio Cuore si riempie di gioia nel vedervi qui, in un sacerdotale pellegrinaggio di adorazione, di amore, di riparazione e di ringraziamento a Gesù, mio Figlio e mio Dio, presente nella Eucaristia, per consolarlo di tanto vuoto, di tanta ingratitudine, di tanta indifferenza, di cui è circondato nella Sua reale presenza d’amore, in tutti i Tabernacoli della terra, da parte di tanti miei figli, soprattutto da parte di molti figli prediletti, i Sacerdoti …
Invece oggi Gesù nel Tabernacolo è circondato da tanto vuoto, da tanto abbandono, da tanta ingratitudine. Questi tempi sono stati da Me predetti a Fatima, per mezzo della voce dell’Angelo, apparso ai bambini a cui insegnò questa preghiera: «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Ti adoro profondamente, Ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e della indifferenza di cui viene circondato... »
Questa preghiera fu insegnata per questi vostri tempi. Gesù oggi viene circondato dal vuoto, formato specialmente da voi Sacerdoti che, nella vostra azione apostolica, girate spesso inutilmente e molto alla PERIFERIA, andando verso le cose meno importanti e più secondarie, dimenticando che il centro della vostra giornata sacerdotale deve essere qui, davanti al Tabernacolo, dove Gesù è presente e viene custodito soprattutto per voi.
È circondato anche dalla indifferenza di tanti miei figli, che vivono come se Lui non ci fosse, e, quando entrano in Chiesa per le funzioni liturgiche, non si accorgono della Sua divina e reale presenza fra voi. Spesso Gesù Eucaristico viene messo in un angolo sperduto, mentre deve essere posto al centro della Chiesa, deve essere posto al centro delle vostre riunioni ecclesiali, perché la Chiesa è il Suo tempio, che è stato costruito prima per Lui e poi per voi.
Amareggia profondamente il mio Cuore di Mamma il modo con cui Gesù, presente nel Tabernacolo, viene trattato in tante chiese, dove è riposto in un cantuccio, come fosse un oggetto qualsiasi da usare per le vostre riunioni ecclesiali.
Ma sono soprattutto i SACRILEGI che formano oggi, attorno al mio Cuore Immacolato, una dolorosa corona di spine. In questi tempi, quante Comunioni e quanti sacrilegi si compiono! Si può dire che ormai non vi è una celebrazione eucaristica, dove non si facciano delle comunioni sacrileghe. Se vedeste con i miei occhi, quanto è grande questa piaga, che ha contaminato tutta la Chiesa e la paralizza, la ferma, la rende impura e tanto ammalata! Se vedeste con i miei occhi, anche voi versereste con Me lacrime copiose.
Allora, miei prediletti e figli consacrati al mio Cuore, siate voi oggi un forte richiamo al pieno ritorno di tutta la Chiesa militante a Gesù presente nella Eucarestia. Perché solo lì è la sorgente di acqua viva, che purificherà la sua aridità e rinnoverà il deserto in cui è ridotta; solo lì è il segreto della Vita, che aprirà per lei una seconda Pentecoste di grazia e di luce; solo li è la fonte della sua rinnovata santità: Gesù nella Eucarestia!
Non sono i vostri piani pastorali e le vostre discussioni, non sono i mezzi umani in cui voi riponete fiducia e tanta sicurezza, ma è solo Gesù Eucaristico che darà a tutta la Chiesa la forza di un completo rinnovamento, che la porterà ad essere povera, evangelica, casta, spoglia di tutti gli appoggi in cui confida, santa, bella, senza macchie e senza rughe, ad imitazione della vostra Mamma Celeste.
Desidero che questo mio messaggio venga reso pubblico ed annoverato fra quelli contenuti nel mio libro. Desidero che venga diffuso in tutto il mondo, perché, da ogni parte della terra, oggi vi chiamo tutti ad essere una corona di amore, di adorazione, di ringraziamento e di riparazione, sul Cuore Immacolato di Colei che è vera Madre - Madre gioiosa, ma anche Madre tanto addolorata - della Santissima Eucarestia.